Sparkling Story: le donne e lo Champagne

Lo Champagne fa la sua lontana comparsa sotto il Regno di Luigi XIV. Era l’unico vino che le donne potevano condividere con gli uomini, ed è forse per questo che oggi, tre secoli dopo l’esplosione delle prime bollicine, le donne continuano a decretarne il successo. Lo Champagne è il loro vino preferito, quello che le mette di buon umore e le stravolge i sensi.

Ogni anno vengono vendute più di 130 milioni di bottiglie, di cui il 70% è acquistato da donne. Fin dal XVIII sec., le Signore partecipano alla produzione di questo vino che con il loro aiuto, si trasforma in una sinfonia di aromi e sapori. Tra le signore più emblematiche ricordiamo la Signora Clicquot e la Signora Pommery, nonché prima donna imprenditrice francese. Entrambe lasciarono una traccia incancellabile nella storia di questo vino.

La prima, Barbe Nicole Clicquot, si sposò nel 1798 con Francois-Marie Clicquot e rimase vedova a 27 anni. La giovane donna, convinse il suocero a lasciarle le redini della produzione di spumante del marito. In breve tempo conquistò nuovi mercati e generò il primo Champagne millesimato (spumante creato con vino di una singola annata).

Anche la Signora Louise Pommery, si ritrovò improvvisamente a capo della Maison di Champagne del marito e nel 1874 iniziò a produrre il Pommery Nature, il primo Brut della storia, il gusto che tutti noi oggi conosciamo; con un residuo zuccheroso nettamente inferiore rispetto a quello che normalmente veniva aggiunto dalle altre aziende: il successo fu immediato.

Esistono molte leggende sulla storia di questo vino così strabiliante. La sua origine, seppur ancora avvolta dal mistero, sarebbe da attribuire a Dom Pérignon, monaco benedettino dell’abbazia di Hautvillers. Pierre Pérignon mise in atto per la prima volta il processo che rese i vini di Champagne, in origini fermi e rossi, forniti invece di schiuma e bollicine,quinsi spumanti. Dom Pérignon creò i primi assemblaggi tra vigneti e vitigni risalenti al 1670, e rimpiazzò il tipico tappo di legno con quello in cera d’api, in modo da favorire la formazione dei gas all’interno delle bottiglie.

La regione dello Champagne, in Francia, è di 34.000 ettari suddivisi in 5 dipartimenti: Marne, Haute Marne, Aube, Seine et Marne, e Aisne. In questa piccola regione, 5.000 viticultori si spartiscono 280.000 particelle, che comprendono tre grandi vitigni. Il clima è ideale: sole d’estate per intridere l’uva di zuccheri e clima temperato in inverno. Il sottosuolo è un vero miracolo geologico poiché grazie alla sua roccia gessosa, raccoglie acqua e calore allo scopo di preservare la vigna dalla siccità o dal gelo.

Il Piacere e lo Champagne, l’erotismo e lo Champagne, sono strettamente connessi e la spiegazione la forniscono i neurobiologi che, osservando il cervello di alcuni bevitori di Champagne, hanno concluso che le famose bollicine accelerano il flusso sanguigno più di qualsiasi altro vino, e tutto questo, associato alla vista e all’odore della bevanda aumenta la sensualità,soprattutto nelle donne. Alla corte del Re Sole, ci fu una persona in particolare che si innamorò di questo vino: la Regina Maria Antonietta. Neanche i tumulti rivoluzionari fermarono la passione di sua eccellenza per le bollicine; le leggende affermano che la figura del bicchiere a coppa di Champagne sia stata modellata sul seno di Maria Antonietta. Nota è anche la credenza che a quell’epoca, grandi nomi dello Champagne, abbiano dato vita a bordelli con l’unico obiettivo di aumentarne il consumo.

Lo Champagne era una bevanda immancabile alla corte francese durante i sontuosi banchetti, allietava le coppe dei guerrieri vincitori di battaglie, deliziava i legami amorosi e battezzava le nascite di nuovi Re e Regine. Esso era, ed è rimasto tutt’ora, un vero e proprio rito.

Iari Iovine