OSCAR 2015, LE PAGELLE DI STILE

La season award 2015 continua a deludere: agli Oscar nemmeno la vincitrice della statuetta come migliore attrice protagonista era vestita bene. Tante delusioni, qualche clamoroso flop (ciao Marion, è proprio di te che parlo, sì) e pochissimi WOW. Tar queste Emma Stone, magrissima e impeccabile in Elie Saab. Pronte? Iniziamo dalle migliori.

 

BEST DRESSED AWARD

Finalmente un outfit degno di Olivia Pope. Lei sarebbe molto orgogliosa di te, Kerry. E anche noi, fan dell’armadio dell’avvocato più potente di Washington, lo siamo.

Lupita di perle vestita: che dire? Amo questa donna. Un tocco di luce e di classe su uno dei red carpet più banali e sottotono che la storia ricordi.

Emma Stone osa un Elie Saab Couture giallo, colore trend del momento, e il risultato è eccellente.

Dopo lo scempio dei Golden Globes Rosamunde Pike ha licenziato stylist, truccatore, parrucchiere, amica del cuore e ha dato retta ai consigli dei blogger di mezzo mondo (l’altra metà rideva di lei per come era andata all’evento). Direi che ha fatto bene e siamo tutti d’accordo, giusto?

 TRA LA BANALITà E LA NOIA

 

Meryl Streep vestita come una che non deve ritirare l’Oscar è perfetta (ma per me lo sarebbe anche con un sacco di iuta).

Jessica Chastain è quasi sempre tra le mie preferite. Questa volta sembra arrivata in ritardo e controvoglia.

Rita Ora in Marchesa. Premio la banalità e la prevedibilità.

L’eleganza ha un nome, e quel nome è Cate Blanchett in Margiela.

Questo è un blog DeSiennaMillerizzato. La sua presenza sui red carpet e in generale ad Hollywood continua ad essere per me un mistero.

NON SE NE SALVA UNA

A Julianne Moore in Chanel regaliamo una sufficienza solo perché ha vinto l’Oscar come miglior attrice.

Qualcuno può dire a Keira Knightley che può anche stare a casa per tutto il periodo della gravidanza fino allo svezzamento? Non se ne può più delle sue tuniche fiorate e di quell’espressione inespressiva. Grazie.

Premio Kim Kardashian della serata a Chrissy Teigen, moglie di John Legend e covergirl di Sports Illustrated.

Premio fuori posto della serata a Patricia Arquette, con un abito Rosetta Gray, amica della stilista. Senza manicure, senza parrucchiere e probabilmente pure senza ceretta.

Tutto il mondo ha riso dei guanti da lavapiatti di Lady Gaga. Andiamo avanti, sì.

Mario Cotillard in Dior carta da imballaggio merce delicata e scotch nero.

NON SE NE SALVA UNA RELOADED

Scarlett Johansson sceglie un sobrio ed elegante Atelier Versace per mostrare al mondo la linea ritrovata dopo la gravidanza. Deve esserle sembrato troppo basic e allora ha ben pensato di aggiungere un tatuaggio-trasferello (omaggio delle briosche della figlia?) e una sobria collana nascondi rughe (che non ha). Poi è passata dal parrucchiere di Kim Jong Un. Pesante.

Come se non bastasse tutto questo rosa anche una rosa enorme sulla spalla. Fa tanto invitata a La Sonrisa, Gwyneth.

Jennifer Lopez ancora con questo scollo ombelicale? E la coda di cavallo, agli Oscar? Come l’ultima delle provinciali all’uscita dalla palestra? È chiaro che il Dio dei red carpet non esiste: se così fosse ti avrebbe già fulminata.

C’è qualcosa di peggio della coda di cavallo di JLo? Sì, la frangia e la coda di Dakota Johnson, protagonista di 50 Sfumature.

Forse Felicity Jones è una ragazza molto carina. Se un giorno la smetterà di vestirsi da vecchia potremmo quasi affermarlo con certezza.

Sembra che l’abito di Oprah Winfrey stia per esplodere da un momento all’altro. Il colore non è adatto a lei mentre lo scollo è perfetto. L’effetto tette attaccate alla gola un po’ meno.

 

 

Laura Coppola