GRAMMY AWARDS 2015, LE PAGELLE DI STILE

Si sono svolti domenica sera a Los Angeles i Grammy Awards 2015, Oscar della musica che hanno visto trionfare Sam Smith e Beck. Delusione per Katy Perry, tornata a casa a mani vuote.
Ma passiamo a quello che ci interessa davvero: il red carpet dei Grammy 2015 è stato noioso. Niente che mi abbia fatto brillare gli occhi, sognare o fare una piega virtuale alla pagina per ricordarmi di proporre questo o quel modello alla sarta.

grammy madonna

Madonna in Givenchy

 
Inutile pensare di questa donna che non abbia più niente da dire: troverà sempre un modo per rubare la scena a tutti. Questa volta, in total look Givenchy, mostra il lato B: perizoma e impalcatura per sfidare la forza di gravità in bella vista. Volgare, ma geniale.

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Lady Gaga in Brandon Maxwell, Ariana Grande in Versace, Katy Perry in Zuhair Murad, Paris Hilton in Yousep Al Jasmi, Rita Ora in Prada

 
In nostro onore quest’anno molte dive hanno scelto di luccicare. Vi segnalo Lady Gaga stranamente NON in Versace e spoiler: Paris Hilton direttamente dalle prove di “Ballando con le stelle 2016”. Splendida Katy Perry.

Nicki Minaj in Tom Ford, Gwen Stefani in Atelier Versace, Beyoncé in Proenza Schouler, Nicole Kidman in Mugler, Miley Cyrus in Vauthier

Nicki Minaj in Tom Ford, Gwen Stefani in Atelier Versace, Beyoncé in Proenza Schouler, Nicole Kidman in Mugler, Miley Cyrus in Vauthier

Senza infamia e senza lode questo red carpet e questa carrellata di neri ne è prova e conferma. Nessun look da ricordare, nessuno da dimenticare. Tutto sommato apprezzo perfino Nicki Minaj. Continua il mistero di Gwen Stefani: chi è la sosia che continua a mandare agli eventi al posto suo? Tremendi i capelli di Beyoncé.

Mary J. Blige in J Mendel, Iggy Azalea in Armani, Taylor Swift in Elie Saab

Mary J. Blige in J Mendel, Iggy Azalea in Armani, Taylor Swift in Elie Saab

Tirare fuori le meglio vestite da un red carpet così sottotono è stato molto difficile. Ex aequo Mary J Blige e Iggy Azalea con un audace Armani che sembra più un Versace. Voglio quell’abito ma soprattutto voglio un parrucchiere a casa domani mattina per avere quella treccia.
Come al solito, noiosetta Taylor Swift, ma un Elie Saab non lavorato è un evento così raro che merita di essere premiata. Certo poi mi chiedo come si possa mandare una diva su un red carpet con l’abito maltrattato ma tant’è _precisettenmodeoff_.

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Il successo di Kim Kardashian è un mistero della fede. Il fatto che qualcuno (ciao Anna W, è proprio con te che parlo) la consideri un’icona è un fatto misterioso e inspiegabile come il sangue di san Gennaro che si scioglie 3 volte l’ anno. Lo vedi che si scioglie, lo sai, sai che il Cardinale sta per gridare al miracolo, agita la teca e tu vedi che sta succedendo davanti ai tuoi occhi eppure, non ti fai capace. Ah, Anna, un giorno spero di leggere nelle tue memorie che aver dato la copertina di Vogue America a una che va ai Grammy con la patata al vento ti faccia venire quanto meno la bile fino ai capelli.
Dall’altro lato, Rihanna. Noi lo sapevamo: dopo il 2013 niente potrebbe eguagliare il 2013. Nemmeno un Valli. Poi, se scegli uno che ti fa sembrare una crasi tra un cupcake, una bambola di porcellana e una spugna per la doccia ragazza mia, ma perché non stai a casa?

Laura Coppola