KEEP KALM E ANDIAMO IN PISCINA

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Io e l’acqua abbiamo da sempre un rapporto molto difficile.
Avete presente quei bambini che completamente ignari del pericolo sfidano la sorte (e le proprie madri) e si lanciano alla scoperta del mare, che sia esso piatto come una tavola da surf o pronto per scatenare la propria furia sulla terra ferma? Ce li avete presenti? Ecco, io non sono mai stata tra questi. Probabilmente, rischiare di annegare a 5 anni e riemergere solo grazie a mio cugino che mi prese letteralmente per i capelli non deve aver portato bene alla mia carriera di nuotatrice. Per anni, dopo quell’episodio, ho convissuto con la sensazione di soffocamento ogni volta che una goccia d’acqua mi sfiorava . Fare il bagno in mare aperto, anche se con le mie sorelle, esperte nuotatrici, era impensabile. Figurarsi andare in una piscina affollata. Ho provato diverse volte a vincere la mia paura (e a sfidare la pigrizia, ok ok). Ci sono riuscita grazie ad un istruttore che con la pazienza di Giacobbe mi ha letteralmente presa per mano e portata al largo. Da quel momento, il nuoto è diventato il mio amore tormentato.

Se fosse un uomo, sarebbe di sicuro la storia d’amore che tutti noi abbiamo avuto: quella che ci fa soffrire e gioire nello stesso modo.
Da 4 anni ho smesso di andare in piscina per provare altro. La corsa, prima di tutto, ma ho dovuto smettere per problemi alla colonna vertebrale. E così oggi ritorno dal mio amore tormentato. Io, che sono metodica, precisina ed abitudinaria, ho preso la decisione di tornare in acqua da un momento all’altro. E inizio di mercoledì, tra l’altro. Ho dei chili da perdere e la schiena da rinforzare. E probabilmente alla fine della lezione invece che sotto la doccia finirò sulla lettiga dell’ambulanza. Però sono pronta a ricominciare.

E a raccontarvi i miei progressi.
Avrete mie notizie presto.
Altrimenti, ricordatemi con affetto. E tante peonie rosa cipria.

Laura Coppola