ANNA LAURA MILLACCI: IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Un paio di giorni fa, venivano pubblicate da Anna Laura Millacci, delle foto molto forti sul suo profilo personale di Facebook.

Selvaggia Lucarelli, sfruttando la sua popolarità sul web, decide di diffondere queste foto e l’ appello della donna, certa di dare molta più voce e creare un caso mediatico. E di certo c’è riuscita.

Ma chi è Anna Laura Millacci?

Anna Laura è una donna, una mamma e per un certo periodo, piuttosto lungo, compagna di vita di Massimo Di Cataldo. Si si, proprio lui, il cantante dimenticato degli anni ’90.

Dopo 13 anni di violenze domestiche, nella testa di Anna Laura scatta qualcosa, sente che è il momento di ribellarsi, molto probabilmente a causa dell’aborto frutto dell’ultima violenta lite.

Anna Laura scrive una lunga lettera sotto quelle foto, racconta di 13 anni di silenzio e di violenza, di amore, il suo, e di scatti d’ira improvvisi e insensati, di lui. Scrive anche di solidarietà nei confronti di tutte quelle donne che subiscono senza avere la forza di reagire, di tutte quelle donne abbandonate, non ascoltate, maltrattate e sottovalutate che ogni giorno nascondono lividi, occhi gonfi di lacrime e di pugni, braccia ferite.

Forse però Anna Laura aveva sottovalutato un altro tipo di violenza, quella verbale. Quella sul web. Fatta di commenti facili, di commenti arrabbiati e di incredulità. Così viene accusata di cercare la fama, di aver ingannato tutti con del sangue finto, accusata di “sputtanare” (come peraltro scrive lei stessa) una persona pubblicamente senza motivo. Per fortuna ci sono anche tanti commenti di solidarietà e tante persone si schierano dalla sua parte, ma quei commenti negativi, che sminuiscono il fatto, che suonano di accusa di “fame di fama” sono lì, e pesano quanto un macigno.

Ecco allora che potrebbe succedere quello che teoricamente Anna Laura non voleva. Cioè che le donne alle quali lei parla per spronarle a reagire, scelgono di nuovo il silenzio perchè è evidente che “la gente non ti crede mai, perchè sei una donna e non conti nulla”. Il rischio è che sia tutto fiato e forza sprecata. Noi speriamo di no.

Dall’altro lato abbiamo un uomo, teoricamente violento, sicuramente con seri problemi, che è insultato a destra e a manca, difeso solo da quelle 4 fan rimaste che gli sono ancora fedeli nonostante tutto. Perchè utilizziamo il “teoricamente”? Perchè purtroppo, o per fortuna, siamo tutti innocenti fino a prova contraria e noi preferiamo far fare il lavoro di giudice a chi ha lavorato per esserlo e così, come tutti gli assetati di verità e giustizia, aspettiamo di saperne di più.

Non sappiamo se sia giusto o sbagliato l’aver utilizzato un social network per denunciare una cosa del genere. Certo il rischio di esser presi per esibizionisti c’è di certo. Eppure nell’era del digitale, dove tutto è “a portata di click”, dove tutto si fa online, dove l’informazione arriva prima da Twitter che dalle testate giornalistiche, forse e sottolineamo FORSE, è stata la scelta più giusta.

Giuliana Piazzese